BLOG TOUR IL FILO AVVELENATO: LA FRENOLOGIA, PSEUDOSCIENZA PROGENITRICE DELLA PSICHIATRIA E DELLA NEUROLOGIA

 Buongiorno, oggi sono qui per parlare di un tema trattato nel libro Il filo avvelenato di Laura Purcell, edito Mondadori. Nella mia tappa del blogtour vi parlo di Frenologia, di come è nata, come si è sviluppata e di cosa ci ha lasciato in eredità.

Il filo avvelenato, Laura Purcell, Mondadori

Autore: Laura Purcell

Traduzione: Benedetta Gallo

Editore: Mondadori

Pagine: 420

Data di pubblicazione: 21 settembre 2021

Gran Bretagna, prima metà dell'ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L'incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione.

Dorothea Truelove è la protagonista di Il filo avvelenato, un romanzo ambientato nella prima metà dell'Ottocento. Dorothea è una ragazza di buona famiglia, di buon cuore e dedita ad attività caritatevoli come ci si aspetta da una donna dell'epoca. Alla ragazza stanno molto a cuore le sorti delle detenute della Oakgate Prison, le va a trovare e cerca di infondere in loro la speranza e prova a farle sentire meno sole. Dorothea però ha anche un altro scopo, quello di mettere alla prova le teorie della frenologia. Ma cos'è la frenologia?

La frenologia (dal greco phren, “mente”, e logos, “studio, dottrina”) è una pseudoscienza teorizzata da
dal medico tedesco Franz Joseph Gall. Viene definita pseudoscienza perché non è supportata da dati empirici e studi scientifici. Secondo la frenologia tutte le funzioni psichiche avrebbero una definita localizzazione cerebrale, cui corrisponderebbero dei rilievi sulla teca cranica, che consentirebbero la determinazione della loro esistenza, del loro sviluppo, e conseguentemente dei caratteri psichici dell’individuo. Inizialmente Gall denominò questa disciplina cranioscopia (esame del cranio) ma dato che l'oggetto delle ricerche erano piuttosto le varie zone o organi del cervello preferì poi il termine "organologia". Fu il suo collaboratore Johann Spurzheim a diffondere la terminologia "frenologia" durante la sua grande opera di diffusione che interessò in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti. E' durante il periodo vittoriano (1837-1901) che la frenologia si diffonde ampiamente anche se viene emarginata dagli ambienti accademici e scientifici "ortodossi" soprattutto britannici che rifiutavano gli aspetti confusi e pseudoscientifici.
Secondo Gall vi erano ben 27 zone del cranio a cui sarebbero corrisposte le regioni della mente, a loro volta corrispondenti alle caratteristiche della personalità del soggetto: 19 in comune tra uomo e gli altri animali (10 comuni a tutti i vertebrati, dall'undicesima alla diciannovesima condivise dall'uomo solo con i vertebrati superiori), e solo le ultime 8 facoltà esclusivamente umane. Fra le varie attività di Gall vi era quella di collezionare per i suoi studi crani di persone che in vita si erano particolarmente distinte in svariati modi. Nel suo libro Gall scrive che Il cervello è l’organo della mente e che non è un’unità omogenea, ma un aggregato di organi mentali con funzioni specifiche. Inoltre gli organi cerebrali sono localizzati topograficamente e a parità di altre condizioni, la dimensione relativa di un particolare organo mentale è indicativa del potere o della forza di quell’organo. Infine poiché il cranio si ossifica sul cervello durante lo sviluppo del bambino, potrebbero essere utilizzati mezzi craniologici esterni per diagnosticare gli stati interni dei caratteri mentali. 

Ma come lavorava il frenologo? Come possiamo leggere ne Il filo avvelenato, il frenologo faceva scorrere le proprie dita e i palmi delle mani sul cranio del paziente, inoltre faceva uso di un metro a nastro e di alcuni strumenti per misurare le dimensioni del cranio. Così facendo usufruiva di specifiche cartine nelle quali veniva riportata la localizzazione di determinate funzioni cerebrali e tratti di personalità sul cranio standard.
Le dimensioni assolute e relative del cranio davano informazioni sul carattere e sul temperamento del paziente. Un organo più grande significava che il soggetto usava ampiamente quell’organo. Inoltre, tali protuberanze del cranio indicavano tendenze naturali del soggetto e non limiti assoluti o punti di forza del carattere.

In Italia la frenologia non ha avuto lo stesso successo che ha avuto in altri Paesi, tuttavia il suo più grande sostenitore, Luigi Ferrarese, scrisse un libro ritenuto molto importante per la disciplina:
Memorie riguardanti la dottrina frenologica. Inoltre, sempre in Italia, possiamo citare Cesare Lombroso che basandosi sulla frenologia e sul darwinismo sociale diede vita all'antropologia criminale. 

Le donne e la frenologia. Interessante è anche il legame tra la frenologia e le donne. Nella commedia musicale Florodora della Londra di fine Ottocento un verso diceva: “Bisogna scegliere la propria moglie con attenzione e frenologia, perché nel regno sotto il suo cappello il tuo futuro è mappato”. Gli uomini che si volevano sposare nell'Inghilterra vittoriana si affidavano ai frenologi per trovare "la moglie perfetta". I manuali frenologici sul matrimonio erano popolarissimi. “Uno dei primi requisiti di una buona moglie è verificare che abbia una buona testa”, si legge in un testo del 1841.

La frenologia oggi. Ad oggi la frenologia è considerata una pseudoscienza in quanto non è supportata da dati empirici e studi scientifici. Tuttavia essa si è rivelata molto influente nella psichiatria e psicologia di quel tempo, definendo il concetto di localizzazione. L’assunto di Gall che il carattere, i pensieri e le emozioni si trovino in aree specifiche del cervello è considerato un importante progresso storico verso la neuropsicologia. Ad oggi tale assunto è stato parzialmente superato in quanto si parla di connettoma e quindi di una integrazione funzionale su larga scala.

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