RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buon pomeriggo, oggi in collaborazione con Thrillernord pubblico l'appuntamento con la rubrica di psicologia.
 
Il cacciatore di ricordi, Fabrizio Benedetti, Mondadori
 

Autore: Fabrizio Benedetti

Editore: Mondadori

Genere: narrativa

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2021


 Fabrizio Benedetti, professore di Neurofisiologia all’Università di Torino, nel suo lavoro di medico e ricercatore esplora la mente e i ricordi delle persone. Un lavoro che per certi versi richiama quello di un detective: partendo dai dati a disposizione, infatti, si trova spesso a indagare in maniera empirica, per tentativi, la mente umana e i suoi inganni, i depistaggi, le false memorie. Questo libro raccoglie quattro casi clinici che, per la loro natura, sembrano veri e propri gialli. C’è la storia di Sonia, una donna affetta da demenza che con l’aggravarsi della sua condizione rivelerà un oscuro segreto del passato: si tratta della verità o soltanto di una falsa memoria causata dalla malattia? O, ancora, la storia di Magda, convinta di essere stata testimone di un tragico evento mentre si trovava sotto i ferri: è possibile che si tratti di un caso di anestesia cosciente? E, anche se fosse, la memoria di Magda è attendibile? Toccherà al medico vestire i panni dell’investigatore e scandagliare la mente e i ricordi dei pazienti alla ricerca di una possibile verità. Caso dopo caso, con grande competenza e una scrittura sempre avvincente, Fabrizio Benedetti ci prende per mano e ci accompagna lungo le vie sconfinate e nascoste della mente, lì dove si cela la natura dell’uomo con i suoi desideri e le sue emozioni. Un intreccio di neuroni che racconta davvero chi siamo: «Noi siamo il nostro cervello, i nostri ricordi, le nostre memorie. La nostra mente vive una realtà privata, soggettiva, a volte imperscrutabile. Non so cosa sia più complesso, l’universo o il cervello, ma sono sicuro che indagare l’uno significa comprendere anche l’altro. Ecco perché continuo ad andare a caccia di ricordi». Una lettura sorprendente, alla scoperta dell’enigma che si cela nella mente di ognuno di noi.


Se amate i gialli e siete appassionati e/o studiosi di neuroscienze il libro di Benedetti fa al caso vostro. Come avrete spesso sentito dire “il corpo umano è una macchina perfetta” ma se questa macchina, come ogni altra, si inceppa?

Se la fonte di ogni nostro movimento, pensiero, funzione fisica, motoria e mentale, ossia il nostro cervello ci gioca brutti scherzi che si fa?

Benedetti, medico, professore e ricercatore sveste i suoi panni e veste quelli del detective o meglio, veste i panni del detective sul camice da medico. In questo libro l’autore ci racconta quattro casi clinici ai quali ha lavorato che lo hanno coinvolto particolarmente e che non ha mai dimenticato. Questi casi clinici sono, a detta dell’autore, dei piccoli casi gialli.

Mostrano in tutta la loro singolarità come il concetto di disagio e quello di malattia non possano essere compresi appieno se la materia medica non entra nel profondo della mente del paziente e dell’ambiente intorno a lui. Mi hanno colpito per la loro particolarità, per il groviglio di eventi che, attraverso bizzarri e complicati giochi della mente, hanno prodotto un insolito intreccio fra malattia e guarigione.

Il primo caso preso in esame è quello chiamato La maledizione di Ondina e ha come protagonista Sonia, una donna di 71 anni con demenza vascolare. Questo tipo di demenza è data dalla mancanza di irrorazione del sangue in alcune zone del cervello, in questo modo i neuroni muoiono. Morendo progressivamente i neuroni vengono anche a morire i ricordi e, in base all’area del cervello colpita, possiamo avere una perdita di memoria a breve termine o a lungo termine. Sonia vive in una casa di riposo e ha frequenti crisi durante le quali rievoca eventi tragici del passato, la donna è convinta di aver ucciso la figlia piccola affetta dalla maledizione di Ondina. Benedetti vorrebbe prima di tutto aiutare Sonia evitandole queste crisi e poi capire se la donna ha veramente ucciso la figlia. Come aiutarla se è affetta da demenza e ha lacune piuttosto marcate? Questo è il caso clinico che più mi ha appassionata per i racconti di Sonia connotati da una forte componente emotiva e per la brillante terapia dell’autore, geniale!

Il secondo caso clinico ci parla di Magda, donna di 42 anni che viene chiamata a testimoniare ad un processo che vede imputato un chirurgo. Durante un intervento Magda si sveglia dall’anestesia ma non riesce a muoversi né a parlare, durante l’ “anestesia cosciente” Magda sente i chirurghi in sala operatoria parlare in modo concitato. Cosa è successo? Iricordi di Magda sono reali? O si è trattato di un sogno?

Il terzo caso è quello di Genny che deve essere operata per un tumore al cervello, operazione che viene fatta in anestesia locale per essere certi di non lesionare il cervello e sapere quale area cerebrale si sta toccando. Il racconto dell’intervento è davvero molto interessante e coinvolgente. Genny si è rivolta allo stesso medico di Andrea che è morto a causa delle allucinazioni dovute all’LSD, sarà una coincidenza? Cosa collega i due casi?

L’ultimo caso clinico è quello di Marcus che si presenta da Benedetti con uneruzione cutanea estesa in quasi tutto il corpo. La storia di Marcus è davvero molto triste, a Srebenica a causa della guerra perde la sua famiglia in modo atroce e si trasferisce in Italia. Nessuna terapia sembra funzionare con Marcus, i tic evidenti del ragazzo, oltre all’eruzione cutanea fanno pensare ad una malattia a base nervosa. Benedetti ha pensato ad una eventuale malattia di tipo somatico, il trauma della guerra può aver avuto ripercussioni tanto profonde sulla psiche e sul fisico di Marcus?

Sono convinta che anche con queste poche informazioni su questi casi clinici ho acceso il vostro interesse e la vostra curiosità. Per me Il cacciatore di ricordi è stata una lettura appassionante che mi ha completamente rapita. Da amante dei gialli, della psicologia e delle neuroscienze mi sono immersa nella lettura alla quale non riuscivo a staccarmi. Benedetti è stato bravissimo a raccontare i casi clinici a cui ha lavorato in modo chiaro e accessibile a tutti, anche a chi non ha conoscenze specifiche di neurofisiologia e psicologia. Se avete letto ed amato i libri di Oliver Sacks Il cacciatore di ricordi fa al caso vostro!

Vi lascio una breve definizione di neurofisiologia presa dall’enciclopedia Treccani:

La neurofisiologia è il ramo della fisiologia che studia i fenomeni connessi con l’attività degli elementi del tessuto nervoso, sia in senso ampio, sia con riguardo a singoli raggruppamenti animali o a particolari suddivisioni del sistema nervoso (n. speciale degli Invertebrati, dei Mammiferi, dell’Uomo, del sistema vegetativo ecc.), sia mediante un confronto del diverso funzionamento degli organi nervosi nelle varie specie (n. comparata o comparativa).

L'AUTORE

Fabrizio Benedetti è professore di Fisiologia umana e Neurofisiologia all’Università di Torino e dirige il Centro ipossia di Plateau Rosà. Tra i massimi esperti mondiali dell’effetto placebo, ha pubblicato per Oxford University Press Placebo Effects (vincitore nel 2009 del Medical Book Award della British Medical Association, pubblicato in Italia con il titolo L’effetto placebo. Breve viaggio tra mente e corpo, Carocci, seconda edizione 2018), The Patient’s Brain (Il cervello del paziente, Giovanni Fioriti Editore, 2016) e, per Mondadori, La speranza è un farmaco (2018), vincitore del premio Zanibelli – Leggi in salute 2019.

LIBRI CONSIGLIATI:

I libri di Oliver Sacks, tutti!
Le neuroscienze: dalla fisiologia alla clinica (2017) Franco Fabbro. Carocci Editore

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