RUBRICA: UN LIBRO PER RIFLETTERE

 Buon pomeriggio, oggi in collaborazione con la Dott.ssa Ada Piacentini vi parlo di un tema a me molto caro ossia la nascita di un bambino malato e/o con disabilità, cosa comporta per la coppia di genitori? Per fare ciò ho deciso di leggere #cucitialcuore. Diario di un padre fortunato di Francesco Cannadoro.

#cucitialcuore Diario di un padre fortunato, Francesco Cannadoro

Autore: Francesco Cannadoro

Editore: Ultra

Pagine: 144

Data di pubblicazione: 14 marzo 2019



Questa è un’epica battaglia contro il drago. Non pensate però di leggere di cavalieri, principesse, spade magiche e destrieri leggendari. Questo libro racconta una storia semplice, molto reale. Francesco è un ragazzo di 36 anni, cresciuto senza genitori, che sogna da sempre di avere finalmente una famiglia tutta sua. Tommi (rigorosamente con la “i”) è quel sogno che ha preso forma. È suo figlio, il suo amore più grande, quella sicurezza del cuore che adesso, pensava, nessuno gli avrebbe più tolto. Poi, invece, è arrivato il drago. Il piccolo Tommi è nato affetto da una patologia sconosciuta e degenerativa. Il suo cervelletto si atrofizza lentamente, compromettendo lo sviluppo psicomotorio. Con il tempo, Tommi ha perso anche la vista. Francesco nel 2016 ha aperto una semplice pagina Facebook nel tentativo di raggruppare persone che ne sapessero più di lui sulla disabilità e lo aiutassero a capire come muoversi in un mondo decisamente non semplice da abitare. Poi ha cominciato a condividere tutte le informazioni raccolte con chiunque si unisse alla sua avventura. È nato così il sito e il progetto Tommigiornale, che dà voce ad altre famiglie che affrontano simili battaglie e approfondisce argomenti di varia natura, spesso – ma non esclusivamente – legati al mondo della disabilità. Il tutto condito da una buona dose di umorismo. Dopo aver raccolto in sei mesi decine di migliaia di follower sui social, Diario di un padre fortunato arriva ora in libreria. La battaglia contro il drago è appena iniziata, fai la tua parte. Ah, c’è pure la mamma, eh...

Chi non conosce Francesco Cannadoro deve assolutamente rimediare perché è un uomo, nonchè padre e marito fantastico, che lotta con e per suo figlio Tommi contro il Drago. Ma cos'è il Drago? Il Drago è la malattia degenerativa di Tommi, ciò che non gli permette di vedere, di mangiare e camminare come gli altri bambini della sua età. Quando papà Francesco e mamma Vale si accorgono che qualcosa non và nel piccolo Tommaso iniziano la lunga trafila di visite mediche, consulti con diversi specialisti, visite a vari ospedali, utilizzo di vari ausili e di varie terapie. Cosa accade ad una coppia di genitori che aveva idealizzato il proprio bambino, che aveva sognato di poter vederlo crescere, imparare tante cose e condividere con lui bellissime esperienze ed è costretto a fare i conti con un figlio malato e con la sua disabilità? Francesco nel suo libro ce ne parla in modo diretto, senza fronzoli, senza indorare la pillola (in fin dei conti con lui e la mamma non lo hanno fatto), chi lo vuole un figlio disabile? Nessuno ovviamente ma Francesco piuttosto che fuggire, tappare occhi e orecchie affronta il Drago con tenacia e come farebbe ogni valoroso cavaliere dall'armatura scintillante. Lo deve a Tommi che ha bisogno di un padre presente, amorevole e forte, lo deve a sua moglie che necessita di un compagno in questa lotta e un marito amorevole e lo deve a se stesso, all'uomo che vuole essere padre a tutti i costi, come lo avrebbe sempre voluto per se stesso. Francesco racconta di tanti momenti difficili: quello in cui Tommi è stato preso per i capelli quando rischiava di non farcela, degli interventi e dell'ignoranza di certi medici ma ci racconta anche dei bei momenti passati con la famiglia che ha creato con mamma Vale, dell'amore infinito per il suo sorridente bambino.

Di lacrime mentre leggevo ne ho versate parecchie ma non perché si tratta di un libro strappalacrime, Francesco è piuttosto chiaro in questo con l'ironia che lo contraddistingue. Mi sono immedesimata in Francesco e Valentina nel dover affrontare la lunga battaglia che combattono già da anni e della paura che hanno provato e che provano ancora per il loro bambino. Conosco la disabilità direttamente, non come mamma ma come sorella. So bene cosa voglia dire vedere la sofferenza della persona che ami a causa delle terapie, la lotta per ciò che dovrebbe essere di diritto, scontrarsi con l'ignoranza delle persone e in particolare dei medici. Non è una vita facile, avere a che fare con certe difficoltà purtroppo indurisce il cuore e porta ad essere intolleranti verso determinate situazioni.

Consiglio la lettura di #cucitialcuore a chiunque, oltre a versare lacrime vi farete anche parecchie risate perché Francesco è un portento, sa usare l'ironia e l'autoironia in maniera invidiabile. Se non lo fate già seguitelo sui social, non ve ne pentirete!

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